UN TETTO PER TUTTI
il volume degli investimenti nell’edilizia residenziale in questi ultimi anni è cresciuto notevolmente occupando tutti gli spazi ancora liberi dell’ormai vetusto PRG, il numero delle seconde e terze case è arrivato a rappresentare oltre il 50% di tutte le abitazioni esistenti. Fenomeno incoraggiato dall’immobilismo sul PRG delle amministrazioni succedutesi nell’ultimo ventennio, non che dai pingui introiti, da impiegare nella spesa corrente, che almeno provvisoriamente, le nuove abitazioni hanno permesso. Questo in un periodo in cui esiste in questo nostro paese una vera emergenza casa, in cui esistono frange tangibili di senza tetto o di coloro che, di fatto, possiedono provvisoriamente un tetto, che potremmo definire precario, tra cui le giovani coppie, nuovi immigrati e nuovi poveri ( che vivono in case d’affitto dai costi onerosi che incidono in maniera pesante sul bilancio familiare) sono queste le categorie che necessitano di alloggi popolari ed economici per ridare dignità alla loro vita.
Tutte queste persone sono vittime di una politica che li ha praticamente abbandonati da anni, ma devo dire sull’intero territorio nazionale, a se stessi senza più investire nell’edilizia sociale, popolare ed economica. Oggi è praticamente impossibile, data l’esiguità delle risorse disponibili, un intervento pubblico specie in sede locale, ma il comune può avere un immenso potere d’induzione su nove iniziative immobiliari, che diano la giusta dimensione ad una edilizia popolare e percettibile nel mare delle volumetrie costruite e in costruzione, intraprese da imprese, singoli privati e cooperative.
Ed il programma elettorale del partito democratico non può che partire da queste basi pensare prima a chi ha bisogno.
Tutte queste persone sono vittime di una politica che li ha praticamente abbandonati da anni, ma devo dire sull’intero territorio nazionale, a se stessi senza più investire nell’edilizia sociale, popolare ed economica. Oggi è praticamente impossibile, data l’esiguità delle risorse disponibili, un intervento pubblico specie in sede locale, ma il comune può avere un immenso potere d’induzione su nove iniziative immobiliari, che diano la giusta dimensione ad una edilizia popolare e percettibile nel mare delle volumetrie costruite e in costruzione, intraprese da imprese, singoli privati e cooperative.
Ed il programma elettorale del partito democratico non può che partire da queste basi pensare prima a chi ha bisogno.
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